lunedì, ottobre 23, 2006

Benedetto XVI: il progresso della scienza non può prescindere dal rispetto della persona umana

Sabato scorso, visitando la Pontificia Università Lateranense, per l’inizio del nuovo anno accademico, Papa Benedetto XVI, ricordando il mito di Icaro, ha sottolineato i rischi di una cultura ed una scienza che abbiano come unico obiettivo il progresso, dimenticando di salvaguardare l'uomo, la sua dignità di essere umano, il suo vero bene: “Lasciarsi prendere dal gusto della scoperta senza salvaguardare i criteri che vengono da una visione più profonda farebbe cadere facilmente nel dramma di cui parlava il mito antico: il giovane Icaro, preso dal gusto del volo verso la libertà assoluta e incurante dei richiami del vecchio padre Dedalo, si avvicina sempre di più al sole, dimenticando che le ali con cui si è alzato verso il cielo sono di cera. La caduta rovinosa e la morte sono lo scotto che egli paga a questa sua illusione”
 
Il Pontefice ha ricordato come "il contesto contemporaneo sembra dare il primato a un’intelligenza artificiale che diventa sempre più succube della tecnica sperimentale e dimentica in questo modo che ogni scienza deve pur sempre salvaguardare l’uomo e promuovere la sua tensione verso il bene autentico".
 
 
Link articolo su Zenit
 
 
 

domenica, ottobre 22, 2006

Nuova sezione video SRM

E' attiva la sezione multimedia del sito SRM(www.srmedia.org), con video, interviste, clips:
 
I video già pubblicati:
 
Meeting di Rimini
Presentazione Master Scienza e Fede e libro sull' Evoluzione, P. Rafael Pascual LC
 
Conferenza sull'Eutanasia
P. Gonzalo Miranda LC
 
Intervista al Prof. Antonio Gaspari
 
Intervista al Prof. Walther Binni

venerdì, ottobre 20, 2006

Papa Benedetto XVI parla a Verona di Fede, scienza, creazione

Discorso di Benedetto XVI al 4° Convegno Ecclesiale Nazionale di Verona

Giovedì, 19 ottobre 2006

 

Come ho scritto nell’Enciclica Deus caritas est, all’inizio dell’essere cristiano – e quindi all’origine della nostra testimonianza di credenti – non c’è una decisione etica o una grande idea, ma l’incontro con la Persona di Gesù Cristo, “che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva” (n. 1). La fecondità di questo incontro si manifesta, in maniera peculiare e creativa, anche nell’attuale contesto umano e culturale, anzitutto in rapporto alla ragione che ha dato vita alle scienze moderne e alle relative tecnologie. Una caratteristica fondamentale di queste ultime è infatti l’impiego sistematico degli strumenti della matematica per poter operare con la natura e mettere al nostro servizio le sue immense energie.

 

La matematica come tale è una creazione della nostra intelligenza: la corrispondenza tra le sue strutture e le strutture reali dell’universo – che è il presupposto di tutti i moderni sviluppi scientifici e tecnologici, già espressamente formulato da Galileo Galilei con la celebre affermazione che il libro della natura è scritto in linguaggio matematico – suscita la nostra ammirazione e pone una grande domanda. Implica infatti che l’universo stesso sia strutturato in maniera intelligente, in modo che esista una corrispondenza profonda tra la nostra ragione soggettiva e la ragione oggettivata nella natura. Diventa allora inevitabile chiedersi se non debba esservi un’unica intelligenza originaria, che sia la comune fonte dell’una e dell’altra. Così proprio la riflessione sullo sviluppo delle scienze ci riporta verso il Logos creatore.

 

Viene capovolta la tendenza a dare il primato all’irrazionale, al caso e alla necessità, a ricondurre ad esso anche la nostra intelligenza e la nostra libertà. Su queste basi diventa anche di nuovo possibile allargare gli spazi della nostra razionalità, riaprirla alle grandi questioni del vero e del bene, coniugare tra loro la teologia, la filosofia e le scienze, nel pieno rispetto dei loro metodi propri e della loro reciproca autonomia, ma anche nella consapevolezza dell’intrinseca unità che le tiene insieme.

 

È questo un compito che sta davanti a noi, un’avventura affascinante nella quale merita spendersi, per dare nuovo slancio alla cultura del nostro tempo e per restituire in essa alla fede cristiana piena cittadinanza. Il “progetto culturale” della Chiesa in Italia è senza dubbio, a tal fine, un’intuizione felice e un contributo assai importante.

domenica, ottobre 15, 2006

Presentazione ufficiale SRM - 16 ottobre 2006 ore 17.30

Il 16 ottobre, alle ore 17.30, verrà presentato ufficialmente, presso l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, a Roma, il Gruppo di Studio, del Master in Scienza e Fede, SRM - Science and Religion in Media.
Dalle ore 15.30 alle ore 17.00 avrà luogo la riunione organizzativa ristretta del gruppo di Studio, alle 17.30 la presentazione pubblica, e si parlerà delle persone che partecipano (finora hanno aderito quasi cinquanta importanti studiosi, religiosi, docenti, professionisti dei media e della comunicazione) delle strutture con le quali sono state definite collaborazioni, e di ampliamenti e nuove attività SRM.
Per il comunicato, sito www.srmedia.org
Per informazioni:

sabato, ottobre 14, 2006

Don Verzè: è stata un'imprudenza

Le affermazioni di Don Verzè, sull'avere interrotto il funzionamento di un respiratore che teneva in vita un medico suo amico, malato terminale, stanno suscitando un vespaio e sono state quanto meno imprudenti.
 
Stupisce che Don Verzè non abbia considerato tali rischi, e soprattutto non abbia fatto riferimento ai documenti elaborati e pubblicati sull'eutanasia dal Comitato Nazionale di Bioetica (http://www.governo.it/bioetica/) , lasciandosi andare ad esternazioni che sembrano improvvisate e non sufficientemente meditate, e creando anche problemi interpretativi e di orientamento ai cattolici che non conoscano approfonditamente la questione ed i documenti ufficiali.
 
Una persona responsabile quale ritengo Don Verzè, dovrebbe tenere conto di tali conseguenze; inoltre il Comitato Nazionale di Bioetica, a mio avviso, dovrebbe essere la sola sede idonea e opportuna per affrontare problemi di questo tipo.
 
 
Prof. Giovanni Federspil
Ordinario di Clinica Medica dell'Università di Padova

Polemiche sulla dichiarazione di Don Verzè

L'affermazione di Don Verzè, il fondatore del San Raffaele di Milano, il quale ha dichiarato che anni fa avrebbe staccato la spina del respiratore di un suo amico medico, tenuto in vita solo dall'apparato, sta suscitando numerose polemiche.
 
Il Prof. Veronesi ed altri laici "plaudono" Don Verzè, e Veronesi stesso in un'intervista al Corriere dichiara che "è eutanasia anche staccare la spina a chi chiede di non soffrire"; i cattolici si dividono, e si diffonde la perplessità per le dichiarazioni; altri infine iniziano pure a valutare le possibili conseguenze giuridiche penali delle sue dichiarazioni.
 
Don Verzè oggi ha fatto qualche precisazione, dichiarando di avere "detto no solo all'accanimento terapeutico"
 
Rimane la polemica e numerosi dubbi.
Entrambi si spera si chiariscano nei prossimi giorni
 
Paolo Centofanti

Un team di scienziati scopre come unire materia ed antimateria

Un gruppo di scienziati, tra cui ricercatori dell'INFN, ha trovato una reazione chimica che permette di "unire" materia ed antimateria, ottenendo un "protonio" dalla reazione tra un protone ed un antiprotone.
 
Link Adnkronos
 

giovedì, ottobre 12, 2006

"Liberarsi dei demoni", un nuovo libro sui pericoli dello scientismo e del relativismo

Il Prof. Giorgio Israel, giornalista e studioso, ha pubblicato il suo nuovo libro, sui danni che il relativismo e lo scientismo hanno causata alla storia dell'umanità, e sui pericoli per la nostra società, se non riusciremo a liberarci da questi "demoni":
 
"Liberarsi dei demoni. Odio di sè, scientismo e relativismo".

 
DALLA PREMESSA:

I “demoni” sono il mito della palingenesi sociale e il mito della gestione scientifica dei processi sociali. Essi hanno alimentato le ideologie dei totalitarismi del secolo scorso, sono all’origine delle tragedie che hanno squassato l’Europa e l’hanno condotta verso un declino di cui è da temere l’irreversibilità. Tanto più il timore è fondato quanto più i demoni sono ancora vivi e vegeti e contagiano l’Occidente sotto la forma dell’ideologia del relativismo assoluto, di uno scientismo meccanicista che mina alle basi una visione umanistica della società e di un corrosivo “odio di sé”.
 
per leggere un abstract più ampio sul blog di Giorgio Israel
 
 
 
"Liberarsi dei demoni. Odio di sè, scientismo e relativismo"
Editore Marietti 1820, Milano-Genova, 2006, pp. 332, € 20,00

mercoledì, ottobre 11, 2006

Pubblicato il discorso definitivo del Pontefice a Regensburg, con note esplicative

Il testo definitivo, del discorso pronunciato dal Papa all’Università di Regensburg il 12 settembre, sul tema del rapporto tra fede e ragione, è stato pubblicato integralmente nella pagina web del Vaticano, completato da 13 note, in tedesco, italiano e inglese.

Nel titolo link ad articolo su Zenit.


Per il testo integrale:
http://zenit.org/italian/visualizza.php?sid=9035
oppure
www.vatican.va

lunedì, ottobre 09, 2006

Le televisioni cattoliche sul web

Il primo congresso mondiale delle televisioni cattoliche sarà accessibile da web. Si svolgerà a Madrid, dal 10 al 12 ottobre, e sarà un'occasione di incontro e di confronto tra partecipanti di oltre 50 paesi.

E' stato organizzato dal Pontificio Consiglio per la Cultura, con la collaborazione dell'Arcivescovo di Madrid.

Per il sito del congresso: www.congresomundialtv.com

Per la notizia, Zenit: http://www.zenit.org/italian/visualizza.php?sid=9310

Per l'articolo "Un Congresso per dimostrare che la televisone cattolica non è mediocre"
http://www.zenit.org/italian/visualizza.php?sid=9173
Zenit 26 settembre 2006

Bloccata la sperimentazione della RU486, la "pillola del giorno dopo"

E' ormai confermato che la sperimentazione, presso l'Ospedale S. Anna di Torino, della RU486, dalla maggior parte conosciuta come "la pillola del giorno dopo", è stata interrotta.
La decisione di interruzione è stata presa in seguito al parere negativo espresso dal Comitato Etico dell' ospedale, perchè si è rilevato che, vista l'impossibilità di determinare un periodo preciso per l'aborto indotto dalla RU486 (da 3 a 20 giorni), molte delle pazienti, non potendo essere ricoverate per periodi potenzialmente così lunghi, hanno finito per abortire altrove, alcune in casa, alcune addirittura rivolgendosi ad un centro per un aborto tradizionale, sicuro ed immediato, altre dove è loro capitato sul momento. Olttre all'impatto psicologico in quest'ultima ipotesi, va sottolineato che l'aborto con la RU486 può comunque dare origine ad emorragie e complicanze per le quali è necessaria l'assistenza di una struttura sanitaria specializzate.
Sulla RU486 non saremmo mai stati d'accordo, perchè si tratta comunque sempre di un aborto, cambiano solo le modalità "terapeutiche".
A nostro parere poi, la RU486, oltre a "banalizzare" l'atto stesso dell'aborto, ridotto a qualcosa di simile ad una vaccinazione o ad una terapia antinfluenzale, non ripsetta nemmeno la donna e la sua incolumità, visto anche il rischio frequente che la madre si trovi sola a gestire il momento dell'aborto e le eventuali complicazioni.
Negli Stati Uniti vi sono state diverse morti dovute alla RU486, e gli effetti collaterali rilevati, fisici e psicologici, sono numerosi e sgradevoli, quando non pericolosi.
La situazione è anche peggiore di quanto abbiamo brevemente descritto, con in più la tendenza di alcuni media a dare informazioni non corrette o non veritiere su questo argomento.
Per chi vuole averne un'idea, diamo il link di un interessante articolo su "Avvenire", firmato da Assuntina Morresi.
Da notare infine che il Comitato Etico dell'Ospedale S. Anna, che ha dato parere negativo, è presieduto dall' Assessore Regionale alla Sanità Mario Valpreda, di Rifondazione Comunista, e non certo da qualche "cattolico integralista".

lunedì, ottobre 02, 2006

“Si alla terapia del dolore, no all’eutanasia”

Una riflessione del Professor Lambertenghi, Presidente della Sezione di Milano dell’AMCI - Associazione Medici Cattolici Italiani, pubblicata sul sito della Diocesi di Milano.
 
 
 
Fonte: Fides News (http://www.fides.org)
 

mercoledì, settembre 27, 2006

Staminali da embrioni morti "naturalmente".

La notizia apparsa in questi giorni, di uno studio dell'Università di Newcastle, per ottenere cellule staminali da embrioni non più vitali, riaccende il dibattito tra le differenti posizioni sul tema della ricerca sulle cellule staminali embrionali.
 
 
Di seguito, un commento di P. Cristián Borgoño, Dottorando in Bioetica
 
 
La notizia sulla possibilità di isolare cellule staminali da embrioni morti durante i procedimenti di fecondazione "in vitro", sembra seguire, con modalità ed intenti analoghi, il presunto scoop di una tecnica "salvaembrioni", presentato qualche settimana fa, ed anche per questo pone quindi non pochi interrogativi.
 
Anche prescindendo da valutazioni sulla stessa fecondazione "in vitro" degli embrioni, per noi cattolici non accettabile, rimarrebbe comunque il problema principale delle modalità per stabilire che l'embrione sia effettivamente non più vitale, e quali possano essere gli strumenti di controllo per prevenire eventuali abusi.
 
Ad esempio è tuttora aperto il confronto tra quali siano gli elementi per stabilire se l'embrione sia davvero non più vitale, e non c'è nemmeno concordanza tra i ricercatori. Per alcuni il discriminante è la cessata duplicazione cellulare per altri questo criterio non è sufficiente per accertare la morte del'embrione.
 
Anche volendo ragionare su una ipotesi simile, sarebbe quindi necessario stabilire prima quali siano i criteri universali per determinare quando un embrione si possa considerare non più vitale.
 
Come per il caso della "tecnica salvaembrioni" di Lanza già accennata, ci sorge quindi il dubbio che stia diventando prassi diffusa comunicare come "scoperte" conoscenze già consolidate, che vengono semplicemente applicate al campo delle staminali, ed in alcuni casi fornendo al pubblico ed ai media informazioni incomplete.
 
E ci sembra, più che l'annuncio di una tecnica che potrebbe permettere di superare obiezioni etiche riguardanti la ricerca sugli embrioni, un modo per attirare attenzione pubblica ed istituzionale (e quindi pure possibili finanziamenti) e per giustificare una forma di sperimentazione (quella sugli embrioni) che invece forse dimostra ogni giorno di più i propri limiti e (oltre a non essere eticamente accettabile) non riesce a portare forse risultati sufficienti per motivarne, anche dal solo punto di vista politico ed economico, la prosecuzione.
 
 
P. Cristián Borgoño
Dottorando in Bioetica
 
 
Links Ansa:
 
 
 
 
Link PubMed allo studio  Derivation of human embryonic stem cells from developing and arrested embryos
 

domenica, settembre 24, 2006

Biotech: nuove forme di sfruttamento ?

Un interessante e preoccupante articolo su Zenit.
 
In Gran Bretagna, si moltiplicano pressioni, campagne ed azioni per incoraggiare le donne inglesi, in particolare le trentenni, a congelare ovuli, giustificando tale pratica come preventiva dei rischi legati a possibili malattie, o ad una gravidanza in età matura.
 
Analoghe pressioni vengono attuate per spingere le donne a donare ovuli per la ricerca, compresa la clonazione.
 
Un centro per la fertilità, a Newcastle, è stato autorizzato a pagare somme di denaro alle donne, tra coloro che ricorrono alla fecondazione in vitro, che siano disponibili a donare propri ovuli per la ricerca, clonazione compresa.
 
Vi sono state reazioni di protesta, tra cui l'organizzazione "Hands Off Our Ovaries".
 
Evidentemente, il relativismo morale, come già temuto da Papa Benedetto XVI, spinge a considerare gli ovuli e gli embrioni merce, e le donne come cavie o come "fattrici" di ovuli ed embrioni.
 
 
Per leggere l'articolo su Zenit:
 
 
Per conoscere l'Organizzazione Hands Off Our Ovaries:

giovedì, settembre 21, 2006

Il Pontefice parla di dialogo fede-ragione, ma molti media travisano

Il Pontefice, a Regensburg, aveva voluto parlare di dialogo fede-ragione, sia nel mondo occidentale (come richiamo al vero “illuminismo” che si trova nel cristianesimo), sia nel dialogo con le altre religioni e culture.
 
Molti media hanno però travisato le parole di Papa Benedetto XVI, o le hanno estrapolate dal loro contesto, creando un equivoco enorme e determinando le reazioni di parte del mondo Islamico.
 
Il Pontefice è stato quindi costretto a spiegare e chiarire tale equivoco, sono apparsi diversi articoli e l'Osservatore Romano ha pubblicato il discorso dell'Angelus in arabo, per aiutarne la comprensione.
 
Oggi il Papa ha nuovamente riaffermato il proprio "rispetto profondo per le grandi religioni e, in particolare, per i musulmani”, e l'impegno, con loro condiviso, a  “difendere e promuovere insieme, per tutti gli uomini, la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà”.
 
Link Radio vaticana
 
 
Di seguito, altri link, che spiegano l'equivoco (di cui riparleremo domani, sperando che nel frattempo sia stato definitivamente risolto).
 
Zenit
 
Reuters
 
 
 
 

martedì, settembre 19, 2006

In 25 nazioni, la Notte dei Ricercatori Europei - 22 settembre

Il 22 settembre, una serie di importanti eventi, in 100 città europee, nell'ambito dell'iniziativa "La Notte dei ricercatori Europei", promossa dalla Commissione Europea, per comunicare la scienza e per avvicinare il grande pubblico.
 
Saranno aperti laboratori, congressi ed incontri, con eventi sull'astronomia, la cibernetica, l'oceanografia, il cervello, etc.
 
Fonti:
 
Agenzia di Stampa Europea
 
 
Adnkronos
 

lunedì, settembre 18, 2006

Collaborazione GRIS - SRM

SRM - Science and Religion in Media, inizia una collaborazione con il GRIS - Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-Religiosa di Bologna.
Nel sito www.srmedia.org, abbiamo pubblicato il link e la presentazione del GRIS, inviataci dal Prof. Giuseppe Ferrari.
Per accedere direttamente dal blog:
Web site GRIS:

giovedì, settembre 14, 2006

Congresso Internazionale: Cellule staminali, quale futuro terapeutico ?

Inizia oggi a Roma il Congresso Internazionale

"Cellule staminali, quale futuro terapeutico ?

Aspetti scientifici e problematiche bioetiche"

 

Organizzato dalla Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici e dalla Pontificia Accademia per la Vita, ed in collaborazione con l'Azienda Ospedaliera S. Maria della Misericordia e la Fondation Jérome Lejeune di Parigi, il Congresso, dal 14 al 16 settembre, presenterà lo stato attuale della ricerca bioetecnologica e della medicina rigenerativa, ed i problemi etici relativi alla ricerca sulle cellule staminali e ai suoi utilizzi medici.

 

Oggi vi sarà l'inaugurazione, con gli interventi di Sua Eminenza Mons. Elio Sgreccia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, Gian Luigi Gigli, Past President della World Federation of Catholic Medical Associations,  José Maria Simon de Castellvi, Presidente della World Federation of Catholic Medical Associations, e Jean Marie Le Méné, Presidente della Fondation Jerôme Lejeune.

 

Il congresso proseguirà fino a sabato 16 settembre, in cui è prevista la chiusura ufficiale ed una udienza speciale con Papa Benedetto XVI, nella Residenza Pontificia di Castel Gandolfo.

 

Link

http://www.stemcellsrome2006.org/

 

mercoledì, settembre 13, 2006

Senza Dio i conti non tornano

“Noi crediamo in Dio. Questa è la nostra decisione di fondo. Ma è possibile ancora oggi? È una cosa ragionevole? Fin dall'illuminismo, almeno una parte della scienza s'impegna con solerzia a cercare una spiegazione del mondo, in cui Dio diventi superfluo. E così Egli dovrebbe diventare inutile anche per la nostra vita. Ma ogniqualvolta poteva sembrare che ci si fosse quasi riusciti – sempre di nuovo appariva evidente: i conti non tornano! ... "

Papa Benedetto XVI, nell'omelia per la Santa Messa nella spianata dell’Islinger Feld di Regensburg, (ieri, 12 settembre 2006), ha riaffermato come l'evoluzionismo e la sola scienza non siano sufficienti a spiegare la realtà dell'Universo e del nostro mondo.

Links:

Omelia del Santo Padre (www.vatican.va)

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/homilies/2006/documents/hf_ben-xvi_hom_20060912_regensburg_it.html

Zenit
http://www.zenit.org/italian/visualizza.php?sid=9012