mercoledì, maggio 12, 2010

Il mandarino di sant'Ignazio

 
da  L'Osservatore Romano, 12 maggio 2010

Il mandarino di sant'Ignazio

Quattrocento anni fa moriva Matteo Ricci

di Manlio Sodi

"Perseverando nella stessa allegrezza, seduto al centro del letto, con molta pace e serenità, senza alcun movimento, chiudendo gli occhi come per dormire o per contemplare, diede l'anima al suo Creatore, dopo aver baciato il Crocifisso e l'immagine del nostro beato padre Ignazio, martedì, agli undici di maggio (1610), alle sette ore della sera". È la testimonianza di De Ursis (Fonti Ricciane II, 543) circa la morte a Pechino del gesuita Matteo Ricci che era nato a Macerata il 6 ottobre 1552.

Chi conosce da vicino l'opera di Matteo Ricci si meraviglia che tanta attenzione si ponga più sul versante laico e culturale che non su quelle che sono state le vere intenzioni del missionario. Al di là, comunque, delle perplessità, resta emergente il richiamo all'intelligenza di un uomo - e soprattutto di un religioso appartenente alla Compagnia dei figli di Sant'Ignazio, i gesuiti - che aveva ipotizzato e messo in atto un percorso culturale per far incontrare il popolo cinese con il Vangelo.  ... leggi tutto, SRM (cortesia  L'Osservatore Romano)