lunedì, gennaio 29, 2007

Papa Benedetto XVI: Il rapporto tra fede e ragione sfida per la cultura occidentale

Ricordando la figura di San Tommaso d'Aquino, di cui ieri ricorreva la memoria liturgica, come "maestro sempre attuale di dialogo con altre culture e religioni", e quale "modello di armonia tra ragione e fede", il Pontefice ha rammentato come “il rapporto tra fede e ragione costituisce una seria sfida per la cultura attualmente dominante nel mondo occidentale”.


La scienza moderna è importante e importanti sono le sue conquiste, ma "la tendenza a considerare vero soltanto ciò che è sperimentabile costituisce una limitazione della ragione umana"; è quindi necessario un nuovo dialogo tra scienza e fede: "La fede suppone la ragione e la perfeziona, e la ragione, illuminata dalla fede, trova la forza per elevarsi alla conoscenza di Dio e delle realtà spirituali."


Papa Benedetto XVI ha poi rivolto un appello per la pace in Libano e nella striscia di Gaza.



"Cari fratelli e sorelle!

Il calendario liturgico ricorda oggi san Tommaso d’Aquino, grande dottore della Chiesa. Con il suo carisma di filosofo e di teologo, egli offre un valido modello di armonia tra ragione e fede, dimensioni dello spirito umano, che si realizzano pienamente nell’incontro e nel dialogo tra loro. Secondo il pensiero di san Tommaso, la ragione umana, per così dire, "respira": si muove, cioè, in un orizzonte ampio, aperto, dove può esprimere il meglio di sé. Quando invece l’uomo si riduce a pensare soltanto ad oggetti materiali e sperimentabili e si chiude ai grandi interrogativi sulla vita, su se stesso e su Dio, si impoverisce. Il rapporto tra fede e ragione costituisce una seria sfida per la cultura attualmente dominante nel mondo occidentale e, proprio per questo, l’amato Giovanni Paolo II ha voluto dedicarvi un’Enciclica, intitolata appunto Fides et ratio – Fede e ragione. Ho ripreso anch’io quest’argomento recentemente, nel discorso all’Università di Regensburg.

In realtà, lo sviluppo moderno delle scienze reca innumerevoli effetti positivi, che vanno sempre riconosciuti. Al tempo stesso, però, occorre ammettere che la tendenza a considerare vero soltanto ciò che è sperimentabile costituisce una limitazione della ragione umana e produce una terribile schizofrenia, ormai conclamata, per cui convivono razionalismo e materialismo, ipertecnologia e istintività sfrenata. È urgente, pertanto, riscoprire in modo nuovo la razionalità umana aperta alla luce del Logos divino e alla sua perfetta rivelazione che è Gesù Cristo, Figlio di Dio fatto uomo. Quando è autentica la fede cristiana non mortifica la libertà e la ragione umana; ed allora, perché fede e ragione devono avere paura l’una dell’altra, se incontrandosi e dialogando possono esprimersi al meglio? La fede suppone la ragione e la perfeziona, e la ragione, illuminata dalla fede, trova la forza per elevarsi alla conoscenza di Dio e delle realtà spirituali. La ragione umana non perde nulla aprendosi ai contenuti di fede, anzi, questi richiedono la sua libera e consapevole adesione.

Con lungimirante saggezza, san Tommaso d’Aquino riuscì ad instaurare un confronto fruttuoso con il pensiero arabo ed ebraico del suo tempo, sì da essere considerato un maestro sempre attuale di dialogo con altre culture e religioni. Egli seppe presentare quella mirabile sintesi cristiana tra ragione e fede che per la civiltà occidentale rappresenta un patrimonio prezioso, a cui attingere anche oggi per dialogare efficacemente con le grandi tradizioni culturali e religiose dell’est e del sud del mondo. Preghiamo affinché i cristiani, specialmente quanti operano in ambito accademico e culturale, sappiano esprimere la ragionevolezza della loro fede e testimoniarla in un dialogo ispirato dall’amore. Chiediamo questo dono al Signore per intercessione di san Tommaso d’Aquino e soprattutto di Maria, Sede della Sapienza."

segue ...
link discorso completo Angelus, sito Vaticano



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ZENIT

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